La retorica surreale di Obama a Hiroshima

L’Economist, con la sua copertina di questa settimana, nella quale un fungo atomico spunta dalla capigliatura del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, ci ricorda che la minaccia nucleare è più presente che mai, e che gli appelli di Obama alla non proliferazione hanno semmai sortito l’effetto contrario: davanti a una visione utopica ma senza una guida decisa, il mondo si sta riarmando. Lo ha certificato anche il documento finale del G7 di Ise Shima, diffuso nella notte, che ha condannato “nel modo più deciso il test nucleare condotto dalla Corea del nord nel mese di gennaio e il successivo lancio di missili balistici”. Nel frattempo, in Iran, gli ayatollah hanno spuntato proprio con Obama un accordo che non elimina affatto le capacità nucleari della Repubblica islamica, e pone le basi per nuove proliferazioni.

Così, nel vuoto pneumatico della retorica obamiana, che alle minacce per la sicurezza del mondo oppone appelli utopici, ma sterili, appare inevitabile che il vuoto sia riempito dalle proposte confuse, spesso controproducenti, ma almeno decise di personaggi come Donald Trump.

Fonte: Il Foglio

27/6/2016