Modello tedesco per Renzi, oltre i contratti aziendali

“Sono d’accordo con il neo presidente Boccia – dice Nierling al Foglio – In Italia la crescita deve diventare un’ossessione per le parti sociali e per il legislatore. Non sono pessimista, considerato che almeno da un anno i nostri clienti italiani ci chiedono sempre più consigli per avviare piani di crescita, non solo per ottimizzare i costi”. Nel nostro paese si discute della necessità di far avanzare la contrattazione a livello aziendale a discapito di quella centralizzata a livello nazionale. Cosa ne pensa? “La buona notizia è che la direzione, quella di una contrattazione di prossimità, è giusta. La cattiva notizia è che, nel 2016, questo non è più il dibattito del futuro. Meglio dunque che si faccia presto e, alla luce dell’esperienza tedesca, attraverso l’iniziativa congiunta di imprenditori e sindacati”.

Piuttosto, secondo Nierling, “la massima flessibilità e dinamicità delle regole contrattuali” devono essere date per scontate se si vuole discutere del futuro, cioè dell’industria 4.0 che sarà al centro della visita di lunedì della commissione parlamentare.

“Industria 4.0” è espressione di origine tedesca che indica il processo di digitalizzazione delle fabbriche e segna una quarta rivoluzione industriale dopo meccanizzazione, industrializzazione a automatizzazione. Nierling spiega che “per varie ragioni l’industria dell’auto – in Germania e non solo – è all’avanguardia nella penetrazione di internet e dell’iperconnettività in fabbrica, nei rapporti tra aziende e con il cliente”. L’introduzione di qualche computer connesso al web sul posto di lavoro non basta per un salto di qualità: “Occorrono formazione a livello universitario, flessibilità e stabilità della legislazione, infrastrutture come la banda larga, infine capacità di cooperare tra autorità politica, parti sociali e mondo dell’accademia”.