David French, il sogno impossibile degli anti Trump

Uomo del Tennessee laureato alla scuola di legge di Harvard, French è stato presidente della Foundation for Individual Rights in Education e ha lavorato per alcuni fra i maggiori gruppi di lobbying nell’ambito della “culture war”, come l’Alliance Defending Freedom. La moglie, Nancy, è una ghostwriter che ha avuto il ruolo di araldo silenzioso della famiglia Palin – che ora cavalca a rotta di collo al fianco di Trump – e di altre stelle conservatrici.

Da ultimo ha dato voce a Stacey Dash, attrice passata dal consenso monocolore di Hollywood al Partito repubblicano. Sulla National Review, il potenziale candidato scrive di pressoché qualunque argomento, da “Game of Thrones” alla falsa cultura “post virtù” che spinge l’America a incoronare Prince come un eroe, e la dimensione culturale prevale su quella strettamente politica. French è un irriconoscibile outsider che sarebbe “un presidente più responsabile di Hillary Clinton o Donald Trump”, come ha scritto Kristol: “Questo diventerà sempre più evidente mano a mano che gli americani impareranno a conoscerlo”. In che modo gli americani impareranno a conoscerlo, è tutto da stabilire.

Al momento French non ha soldi e adviser, non ha un’agenda politica specifica, ha il sostegno di un ambiente di riferimento, quello della National Review, che però è spaccato anche all’interno del fronte “Never Trump”. French, insomma, non è che un simbolo, un nome tirato fuori dal cilindro per permettere agli antitrumpisti di agire in buona coscienza senza cedere allo spettro dell’astensione. Il sogno di una notte di mezza campagna elettorale. Ma “se lo vuoi, non è un sogno”, come ha detto Kristol, citando Theodor Herzl.

Roma, 6 giugno 2016
fonte IlFoglio