L’assedio di Draghi

Solo che non è colpa della Bce. La AfD comprende per lo più tedeschi ricchi e anziani che vogliono uscire dall’euro perché credono di trarre altri benefici da tassi di cambio migliori e interessi più elevati. Ma si sbagliano”. Eppure, persino Angela Merkel che ha sostenuto Draghi nei momenti difficili, quando ha promesso di fare “tutto quel che è necessario” per salvare l’euro, si è lasciata andare a serie preoccupazioni sull’effetto che la moneta facile sta provocando sulle casse di risparmio e le banche regionali, le Landesbanken, per non parlare delle compagnie di assicurazioni. La Kanzlerin ha chiamato più volte al telefono il presidente della Bce per spiegargli le ansie dei tedeschi.

Una levata di scudi tanto ampia da forze così potenti ha allarmato anche la Bundesbank. Tanto che Weidmann, critico da sempre nei confronti delle “misure non convenzionali” come il quantitative easing, cioè l’acquisto di titoli sul mercato, è sceso in campo per difendere l’indipendenza della Banca centrale.
Benoit Coeuré, il membro francese del direttorio della Bce, che ha sempre spalleggiato Draghi, cerca di mediare e sottolinea che bisogna ascoltare il malessere della Germania e in ogni caso il dialogo con i politici e i cittadini è sempre benvenuto. Draghi, che non perde occasione di intervenire al Bundestag o davanti agli industriali e agli economisti tedeschi, è convinto di essere nel giusto, si rende conto che non c’è solo un conflitto culturale o personale, ma sono in ballo interessi divergenti, tuttavia il suo compito è tener conto di tutta la zona euro e lo ha detto apertamente, rispondendo a Schäuble.

La Germania è il paese che più ha tratto vantaggio dall’euro (anche per sua indubbia capacità, oltre che per le condizioni generali e le asimmetrie che si sono create), cresce, ha un avanzo estero enorme, registra un bilancio pubblico in attivo anche per la riduzione della spesa per interessi (il debito pubblico supera i duemila miliardi di euro, viene considerato solido e in genere paga interessi bassi, ma grazie alla politica di Draghi il governo ha risparmiato 15 miliardi lo scorso anno).