L’assedio di Draghi

Sigmar Gabriel, ministro dell’Economia e capo della Spd, se l’è presa con l’inazione dei governi che hanno lasciato sola la banca centrale trasformandola in una sorta di “falso governo economico”. Ma all’interno del ministero aumentano le critiche a una politica che “mina la fiducia di chi lavora duro per mettere da parte un piccolo gruzzolo in vista della pensione”. Oltretutto, ancora non si vedono effetti consistenti di tutta questa moneta a buon mercato sul prodotto lordo della zona euro.

A questo punto comincia a circolare una sorta di tam tam: o Draghi cambia o si cambia Draghi. Una scelta traumatica, però se il braccio di ferro finisse in tribunale, diventerebbe quasi inevitabile. Chi andrebbe al suo posto? Sostituirlo con Weidmann sarebbe una mossa troppo smaccata, tale da spaccare ancor più la banca e i governi.

Il candidato ideale, stando a quel che si sente, è l’attuale governatore della Banca di Olanda, Klaas Knot, membro del Financial stability board, molto apprezzato anche da Mark Carney, l’economista canadese che presiede la Banca d’Inghilterra e lo stesso Fsb. Knot è un pragmatico, ma si muove in sintonia con la Bundesbank, così come il governo olandese fa da sponda a quello tedesco.

Vedremo; si tratta solo di voci, anche se è molto più che un gioco di società per far passare davanti a una bionda birra le lunghe serate di Francoforte. Draghi oggi ha una maggioranza molto ampia e solida, tanto che finora la Bundesbank è rimasta isolata. Ma i tempi della politica sono spietati e possono accelerare improvvisamente.