ECCE STATO

Ed a farne le spese chi ci rimane, alla fine della catena di responsabilità che parte da Roma ed arriva a Catanzaro, alla Regione, ed in prefettura a Reggio Calabria? Il povero giovane immigrato impazzito, ed il giovane carabiniere che rischia la pelle per tentare di tenere in piedi un barlume di civiltà e di diritto in quell’inferno.

Tutto questo non è giusto, tutto questo non è più accettabile.
Lo Stato non deve permettere a chiunque di entrare in Italia, e a quelli che dovessero giustamente essere accolti per le tragedie umanitarie nelle terre di origine, o per altri motivi umanitari, deve essere garantita una vita dignitosa, da essere umano, non da scarafaggio.

Basta tendopoli dove l’umanità viene calpestata, basta campi di concentramento: chi ha diritto di restare sia il benvenuto, ed abbia piena dignità di essere umano. Tutti gli altri vengano rimpatriati, ma non abbandonati. Non avrebbe senso, anche perché ce li ritroveremmo di nuovo sulle nostre coste fra pochi mesi. Basta sciocchi e vuoti slogan in inglese, primo ministro Renzi: lo si chiami “migration act”, o “piano per la ripresa economica dell’Africa”, ma si faccia subito qualcosa. Di tragedie ne abbiamo viste anche troppe.

Roma, 9 giugno 2016
Alessandro Amadeus Pecora