Alessandra Mussolini, che brutta fine

La Meloni ha risposto con una battuta: “Fa effetto vedere una Mussolini che si vanta di una badogliata”. Ma al di là dei proclami quasi nostalgici che lasciano altrettanto il tempo che trovano, per di più in bocca a una giovane che il fascismo non l’ha mai vissuto, Giorgia Meloni ha ragione: in questa operazione, cui peraltro noi non crediamo, cosa c’è di cui vantarsi?
Non è un’operazione di strategia politica, né di intelligenza e nemmeno pragmatica. E’ al massimo un atto di servilismo, perché la Mussolini ammette di essersi immolata “come una kamikaza” su richiesta di Berlusconi. E’ quindi offensivo per lei e per i suoi elettori.
Inoltre, la Meloni per raggiungere Giachetti avrebbe avuto forse bisogno dei voti di tutta Forza Italia sommati a quelli di Storace. E questa è matematica. Con i voti della sola Mussolini avrebbe fatto ben poco, talmente scarsi erano (numericamente). E anche valutando questo, la prosopopea della Mussolini appare fuori luogo.
Difficile anche pensare che l’operazione sia stata fatta per eliminare Salvini e la Meloni dalla scena politica, per “dare una lezione a quei due”. Berlusconi molto probabilmente puntava a vincere con Marchini, non certo a fare un dispetto alla Meloni. E ad essere alternativa a Renzi e alla destra lepenista. Si è evidentemente solo sopravvalutato. Ma certo non poteva essere un suo obiettivo solo quello di sottrarre voti a Giorgia Meloni, che peraltro potrebbe ancora essere una sua futura alleata.
Insomma, che brutta fine, Alessandra Mussolini: vantarsi pubblicamente di essere stata una pedina.

Riccardo Ghezzi

9/6/2016