CALABRIA LASCIATA SOLA: LIBERI GLI ‘NDRANGHEDISTI PERCHE’ IL GIUDICE SI E’ DIMENTICATO LA SENTENZA

I poliziotti li arrestano mettendoci la faccia, i giudici li liberano.
No, non è il solito slogan “populista”. E’ quello che sta accadendo in Calabria, dove alcuni casi clamorosi di malagiustizia rappresentano ormai un vero allarme. Cavilli, errori, addirittura negligenza determinano la scarcerazione degli ndranghedisti condannati.
Errori a volte troppo plateali per poter credere nella buona fede, anche se non abbiamo le prove per dimostrare il contrario.
Se non c’è malafede, però, c’è incompetenza. Non possiamo concedere alternative.
Non capiamo come sia possibile che in Calabria stia accadendo ciò che rappresenta, senza retorica, un autentico dramma della malagiustizia. Nel silenzio generale: politica e magistratura fanno orecchie da mercante.

L’esempio che maggiormente salta agli occhi è quello della scarcerazione di alcuni ’ndranghetisti condannati in primo grado e in appello. Affinché restassero in carcere era necessario semplicemente che venissero depositate le motivazioni della sentenza. Entro 11 mesi.
Non si può certo parlare di tempistiche ristrette. Eppure, il giudice in questione non è riuscito a fare il suo dovere in tutto questo tempo. Quasi un anno.
Dimenticanza? Pigrizia?