L’IVA SULLE BOLLETTE E’ ILLEGITTIMA: ECCO COME FARSELA RIMBORSARE

Prendendo in mano le bollette del gas o dell’energia elettrica è facile accorgersi che l’Iva è quasi sempre calcolata prendendo come base anche le accise e le addizionali. Ma è lecito tale rincaro?

La risposta sembrerebbe non poter essere che no: nessuna legge, infatti, lo prevede e i cittadini sarebbero pienamente legittimati a richiedere la restituzione di quanto indebitamente pagato. Non tutta l’IVA, ovviamente, ma solo la quota calcolata in eccesso.

Una simile interpretazione, peraltro, è recentemente passata dalla teoria alla pratica, a seguito della diffusione della notizia che un cittadino avrebbe visto dichiarato dal Giudice di pace di Venezia il suo diritto ad ottenere indietro poco più di cento euro versati come imposta sul valore aggiunto eccessiva, in quanto calcolata su accise e addizionali.

Del resto, ormai quasi un ventennio fa la Corte di cassazione ha chiarito che un tributo non può gravare su un altro analogo tributo a meno che non sia la legge a prevederlo espressamente (cfr. Cass. n. 3671/1997).

Certo è che se l’orientamento in forza del quale una parte dell’Iva applicata sulle bollette sarebbe illegittima dovesse trovare seguito, le conseguenze che deriverebbero potrebbero essere davvero eclatanti e tutt’altro che leggere per l’erario: se infatti il rimborso per il singolo non è poi così elevato (anche se, moltiplicandolo per i dieci anni relativamente ai quali potrebbe essere richiesto, non è neanche così esiguo), di certo l’ammontare complessivo dei rimborsi non ci metterebbe molto a raggiungere cifre considerevoli.