La madre di Giulio Regeni: ‘Il governo italiano sia più esplicito’

“Noi anche oggi – ha aggiunto Paola, la madre di Giulio Regeni – siamo genitori erranti nelle istituzioni per chiedere verità. Giulio, in qualità di cittadino europeo, doveva essere tra voi, nelle istituzioni Ue, e invece siamo noi qui a parlare di lui. Abbiamo una documentazione di 266 foto di cosa è successo a Giulio: una vera enciclopedia delle torture in Egitto. Abbiamo anche 225 pagine di relazione sull’autopsia. Non vorremmo mai arrivare a mostrare quelle foto, vorrebbe dire che avremmo toccato il fondo. Tutti mi dicono – prosegue la signora Paola – ‘dove erano i governi?’ Io penso che i governi sapevano e dovevano avvisare la gente, gli studenti che ancora vanno in Egitto, un paese considerato ancora sicuro per il turismo”.

Paola Regeni sottolinea i depistaggi emersi nelle ore successive alla tragedia e osserva di non essere “soddisfatta della situazione attuale. “Sentiamo un vuoto e chiediamo di fare pressioni sull’Egitto. L’Italia e l’Europa devono fare delle scelte perché quello che è successo a Giulio può accadere a chiunque”. Paola Regeni ribadisce che dall’Egitto non sta venendo alcuna collaborazione. “Finora abbiamo solo carta straccia, false testimonianze. Ora chiediamo una forte pressione dell’Europa nei confronti de Il Cairo. Non ho ancora capito se l’Italia è amica o no dell’Egitto ma so che gli amici non uccidono i figli degli amici”.