Il Pd a pezzi, D’Alema e il giornalismo dei pettegolezzi

Nel presunto e poi smentito endorsement di D’Alema nei confronti di Virginia Raggi c’è tutto: l’attuale situazione del partito più grande del Paese, che esprime il premier; il caos delle elezioni romane; lo stato di salute del giornalismo italiano.
Partiamo dall’ultima: il quotidiano La Repubblica, del gruppo Espresso e quindi di De Benedetti, pubblica uno scoop secondo cui D’Alema si sarebbe detto pronto a votare Virginia Raggi al ballottaggio a Roma, pur di far perdere Giachetti e quindi Renzi.
Di più. “Piuttosto che Renzi voterei pure Lucifero” si era fatto scappare il Baffo nazionale.
Non sono dichiarazioni ufficiali però, bensì confidenze che Repubblica avrebbe carpito. Frasi dette agli amici, quindi molto difficili da dimostrare. Tant’è che D’Alema le ha smentite, Repubblica le conferma ma il gruppo Espresso già con le famigerate intercettazioni di Crocetta si era ficcato in un brutto pasticcio. Non c’è quindi tanto da fidarsi delle conferme che arrivano dal gruppo Espresso, visto il passato.