Condizionatori, occhio a regole e multe. Vietate queste cose: sanzioni fino a 100mila euro

Altra irregolarità: la vendita di ricariche di gas refrigeranti ai singoli privati. I gas sono di diverso tipo, in funzione dell’impianto e della quantità che utilizza: l’R22, l’R134A, l’R410 l’R32 in quantità che variano dai 2,5 ai 7,4 kg. Un atto assolutamente vietato essendo prevista la cessione solo ad operatori specializzati e riconosciuti. Fatto che in moltissimi casi non si verifica: doppia infrazione quindi, del privato e dell’esercizio commerciale. Il responsabile di ogni impianto resta comunque e sempre il proprietario e risponde sempre di ogni irregolarità insieme con l’operatore.

Ma chi sono allora gli operatori autorizzati? Sono riconosciuti dalla legge come autorizzati all’installazione e alla manutenzione solo esclusivamente chi è in possesso di una licenza (patentino). Ma lo stesso operatore deve far parte (dipendente o titolare) anche di una società o impresa che sia certificata per poter svolgere questi interventi. Quindi, doppia autorizzazione. Il motivo è molto semplice: solo questi operatori hanno gli strumenti e conoscono le procedure per operare: il rischio altissimo, se fatto da altri soggetti “improvvisati”, sono le dispersioni di gas, la non tenuta dei collegamenti, la messa a rischio dell’impianto e il danno ambientale in termini di emissioni nocive e inquinanti ai fini anche dell’effetto serra. La verifica di questi obblighi – dalla tenuta del libretto alla certificazione su chi ha svolto i lavori di installazione – può essere chiesta anche dopo dieci anni. Senza questi documenti scattano le multe: da 7 a 100mila euro per privati, azienda o impresa irregolare che sia.

Fonte: Eco di Bergamo
24 Giugno 2016