I ladri hanno rubato tutto usando un aspirapolvere. Il metodo lascia tutti a bocca aperta

I ladri hanno rubato tutto usando un aspirapolvere. Il metodo lascia tutti a bocca aperta

Hanno aspirato le banconote con un aspirapolvere e svuotato le macchinette del self service.

E’ stato un colpo molto proficuo quello messo a segno dai ladri nella notte tra domenica e lunedì ai danni del distributore di benzina Esso in via Cuccurano. Come se si apprestassero a derubare una banca, i ladri hanno aspirato le banconote dalle colonnine del distributore, arraffando la cifra di 6.700 euro. “Abbiamo scoperto il furto solo lunedì mattina – racconta il titolare del distributore di carburante Tomas Gabbianelli – si è trattato di persone esperte, che sapevano bene cosa stavano facendo.

Il problema non è solo il furto subito, perchè il sistema usato danneggia il meccanismo interno delle macchinette e quindi dobbiamo ripararlo. Non so quanto può costare, ma la cifra è elevata, forse più dei soldi rubati”. Lo stesso sistema, da quanto ha saputo il benzinaio, è stato utilizzato la scorsa settimana ai danni di un altro distributore, che si è visto prosciugare gli incassi del self service. L’impianto è stato rimesso in funzione già lunedì, seppur tra le difficoltà, e ieri tutto era nuovamente tornato alla normalità, nonostante sia rimasta una forte amarezza per il furto subito.

“Se sarà difficile ritrovare i soldi – continua il titolare – non ci resta che sperare nell’assicurazione per il risarcimento”. La denuncia di furto è stata presentata al Commissariato fanese e ora i poliziotti hanno a disposizione le immagini riprese dalle telecamere di videsorveglianza, dalle quali si vedono due persone con un aspiratore. Difficile però risalire ai responsabili del furto, dal momento che i ladri avevano il volto incappucciato e sono stati attenti a non far vedere il mezzo utilizzato per scappare. Lo stesso distributore di Cuccurano aveva già subito un furto diversi anni fa, nel 2004, ma sia il bottino che i danni erano stati più limitati.

corriere adriatico
24 Giugno 2016