Ruba la cassaforte con all’interno 37000 euro in contanti; scoperto e denunciato dai Carabinieri il genero del derubato

Il 21 maggio scorso fu perpetrato un furto in un’abitazione sita nei pressi di Piazza Marconi in Taranto, a seguito del quale fu scardinata dalla parete della camera da letto la cassaforte contenente 37.000 euro in contanti, che l’anziano proprietario era riuscito a mettere da parte dopo una vita di sacrifici.
Accortasi del furto dopo essere entrata nella casa messa a soqquadro dai ladri, era stata la figlia convivente che aveva appena terminato di assistere il proprio genitore ricoverato in ospedale per un problema di salute.

Immediatamente allertato il 112, sul posto intervenne una squadra per il sopralluogo e i rilievi del caso. Da quel momento, considerate le stranezze e le “fortuite” coincidenze che si erano venute a creare affinché si consumasse il furto, iniziò un’articolata attività di indagine basata sulle più tradizionali tecniche investigative. L’ascolto di alcune persone e l’analisi delle tracce lasciate dal ladro portarono gli investigatori a intuire che si trattava di un furto commesso da chi conosceva bene la vittima, le sue abitudini e soprattutto la conformazione dell’appartamento.

Chiusa la cerchia degli indiziati sui prossimi congiunti e analizzato per ognuno di loro il profilo soggettivo, le attenzioni si focalizzarono sul genero del derubato.

I decorsi giorni la conferma: un’accurata perquisizione eseguita all’interno dell’appartamento del genero ha permesso di rinvenire la somma di denaro asportata lo scorso 21 maggio, celata all’interno di un’intercapedine ricavata nel muro del salone dell’abitazione, alla quale si accedeva da una finta presa elettrica. L’indagato mai probabilmente avrebbe immaginato che i Carabinieri, studiando il suo profilo professionale e scoprendo che lui ha precedenti come carpentiere, avessero intuito che sarebbe stato capace di realizzare un nascondiglio in muratura.