Deficit di democrazia

L’attacco alla democrazia e alla volontà popolare è cominciato con le parole dell’ex premier Mario Monti, che in tempi non sospetti, qualche giorno prima della consultazione referendaria, aveva criticato il premier David Cameron che ha deciso di istituire il referendum, accusandolo di aver “creato un pericoloso precedente” e addirittura di aver permesso un “abuso di democrazia”.
Gli inglesi non erano titolati a votare perché inesperti. Anzi, gli anziani inglesi. I contadini dello Yorkshire. Gli stessi che tempo fa hanno imbracciato un fucile e attraversato la Manica per liberare l’Europa dal nazifascismo, mentre i semicolti italiani osannavano alla maternità di Stato sotto il balcone di piazza Venezia.

Gli stessi contadini dello Yorkshire si schieravano contro l’Urss mentre gli intellettuali italiani accettavano rubli senza problemi per fare propaganda filosovietica.
E i giovani? Sono stati giovani anche gli anziani che hanno votato Leave. Forse si sono pentiti di aver votato per entrare nella Cee anni fa. Ma soprattutto, la fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni perlopiù non lavora ancora, studia ed è mantenuta. Quindi verrebbe esclusa da qualsiasi voto su base censitaria.
Solo il 36% dei giovanissimi britannici, tra i 18 e i 24 anni, ha votato. Quindi hanno scelto la via dell’indifferenza. E ha fatto decidere agli “anziani”. Questa è la democrazia. Che non piace ai pro Ue e a tanti esponenti del Pd. Ma si ricordino che più della metà degli ultresessantenni (dati di un sondaggio di Scenari Politici dell’anno scorso) vota per loro.
Allora, che facciamo, permettiamo di votare solo ai giovani?

Riccardo Ghezzi

26/6/2016