GIORNALISTI QUERELATI E LASCIATI SENZA INFORMAZIONI. UNA DIFESA SENZA TRASPARENZA

Peraltro, il dito viene puntato in modo particolare nei confronti di giornalisti che riportano lettere di encomio per la loro collaborazione di lungo corso con le forze armate. Insomma, si colpisce con bassezze di seconda mano le persone sbagliate, laddove non lo si può fare nei ranghi tipici di quello che dovrebbe essere il mondo militare.

Magari provvedendo a inviare le mail che decidi di mandare in risposta alle ingiustizie, direttamente al diretto interessato (il querelante) che ti fa anche presente di averle lette. La querela, l’arma con cui tentano tutti di farti paura, minacciandoti di mangiarti casa o di portarti via “i 50mila euro” che non hai, visto che sei precaria. Che gusto, dopo che avranno tolto la casa si potrà finalmente scrivere senza minacce. E guai a scrivere qualcosa contro alla Difesa.

“Così ti bruci”, ti viene detto e non ti arrivano più neanche i comunicati stampa. Ce ne faremo una ragione: è più interessante scovare magagne laddove si tenti di nasconderle. Vengono fuori meglio e la gente inizia a leggere di più. Hanno ragione a dire che il vento è cambiato.

Ma si sappia che anche il vento cambia spesso direzione e, allora, darà una bella ripulita e renderà tutto più chiaro. Soprattutto ciò che adesso si tenta di nascondere.

Roma, 15 luglio 2016
Chiara Giannini