FIRENZE: ROM SUI TRENI ALL’ASSALTO DEI TURISTI. È POLEMICA

“Signora, le porto la valigia”, poi ti chiedono dieci euro. Si pensava che a Firenze il problema dell’accattonaggio da parte dei rom fosse risolto con i controlli capillari, da parte delle forze dell’ordine e con le verifiche degli accessi ai binari grazie a personale specializzato di Trenitalia. Utopia. A causa dell’arrivo in massa dei turisti, sinti e rappresentanti di altre etnie continuano ad affollare la stazione Santa Maria Novella. Chiedono soldi a chi prende il treno, poi salgono sui vagoni e lasciano biglietti alle persone sedute, fingendo di essere ciechi, claudicanti, poveri e chi più ne ha più ne metta.

“Più che altro lasciano santini – spiega una pendolare – e poi se noi dai loro qualche moneta imprecano e, a volte, lanciano maledizioni. Qualche giorno fa mi sono trovata ad assistere a una scena raccapricciante: un uomo si è rifiutato di dare qualche spicciolo e il rom gli ha sputato, tra l’indignazione generale”. Un altro pendolare racconta di essere stato derubato.

“Mi sono alzato per andare in bagno – dice – e quando sono tornato della mia valigia neanche l’ombra. Poco prima erano passate due zingare. Del controllore? Neanche l’ombra. Ero sul treno che da Firenze va a Grosseto e in tutta quella tratta non ho visto nessuno, per due ore, che assomigliasse anche vagamente a un rappresentare di Trenitalia. Poi la Regione manda volontari a far sondaggi per chiedere come va il servizio. Bene, rispondo adesso: fa schifo”.

Una protesta che sta crescendo, sia per la carenza di controlli che per la totale indifferenza, molte volte, del personale, che a certi soggetti non chiede neanche il biglietto. “Ma com’è – si lamenta qualcuno – che noi italiani dobbiamo pagare e se non mostriamo il documento di viaggio veniamo multati e loro, al massimo, vengono fatti scendere?”.

Roma, 19 luglio 2016
Chiara Giannini