Allarme zecche: sette casi di encefalite in pochi giorni. Occhio ai segnali

Allarme zecche: sette casi di encefalite in poche ore

Allarme tbe in provincia: dall’inizio della stagione già sette i ricoverati al San Martino. Tanti, considerato come l’estate sia appena iniziata e come il numero sia pari a quello registrato complessivamente negli anni 2014-2015. Dal 1994 ad oggi sono 194 i casi segnalati, ovvero poco meno della metà di quelli registrati sull’intero territorio nazionale.

Una ripresa allarmante, quella della diffusione dell’encefalite da morso di zecca, a cui corrisponde una percentuale molto bassa di bellunesi vaccinati. Al momento la quasi totalità dei casi ricoverati all’ospedale cittadino presenta sintomi

Al momento la quasi totalità dei casi ricoverati all’ospedale cittadino presenta sintomi neurologici.

La malattia, infatti, nel 70% dei casi si manifesta con meningite o meningoencefalite, con esiti anche gravi e permanenti mentre, nei restanti casi, appare come un’influenza ma di grave entità…

Vie di trasmissione

La trasmissione verso gli esseri umani avviene principalmente tramite il morso di zecche infettate ma anche col consumo di latticini infettati. La distribuzione e l’incidenza stagionale della TBE rispecchiano la biologia della zecca (massima attività in primavera-estate). Sia larve, che ninfe, che adulti delle zecche possono trasmettere l’infezione. La zecca con la saliva anestetizza la sede del morso che quindi può passare inosservato. Il passaggio interumano, pur non documentato, non è escludibile (esempio con le trasfusioni).

Sintomi e complicanze

La malattia può colpire sia adulti che bambini, con manifestazioni molto variabili. L’incubazione è di 4-28 gg (in media circa 8 giorni dal morso).

Nel 70% dei casi l’infezione è asintomatica o si manifesta con sintomi poco rilevanti. Nel restante 30% dei casi, dopo 3-28 giorni dal morso di zecca, si ha una prima fase con sintomi similinfluenzali (febbre alta, mal di testa importante, mal di gola, stanchezza, dolori muscolari e articolari) per alcuni giorni. Poi la febbre scompare e, solitamente, i sintomi regrediscono senza alcuna conseguenza. Nel 10-20% di questi casi, però, dopo un intervallo senza sintomi di 8-20 giorni, inizia una seconda fase caratterizzata da segni di coinvolgimento del sistema nervoso centrale (encefalite, paralisi flaccida).

Nei bambini la malattia tende ad essere più lieve. La mortalità è mediamente dell’1-5%.

Fonte: Gazzettino