Siria, continua l’orrore: bombardato un ospedale pediatrico

A Idlib, nel Nord della Siria, oggi è stato bombardato un ospedale pediatrico, gestito da ‘Save the Children’: il bilancio, ancora del tutto provvisorio, parla di almeno due morti e diversi feriti, tra pazienti e medici. La struttura, l’unica della zona, in grado di assistere una media di 1.350 donne e gestire 400 parti al mese, e’ in buona parte distrutta. Ma il letale raid aereo, non è ancora chiaro condotto da chi, non è stato certo l’unico scempio di oggi.

Nelle ultime ore, nel Nord della Siria sono stati oltre 50 i civili uccisi: in un massacro compiuto dall’Isis e in raid aerei della Coalizione guidata dagli Usa. Ma le bombe sull’ospedale pediatrico sono di certo quelle che hanno fatto più impressione. “A 5 mesi dal bombardamento che colpì l’ospedale di Medecins Sans Frontieres, ora giungono notizie gravi del bombardamento di ospedale di Save the Children in Siria. Si tratta di una situazione inaccettabile”, ha sottolineato il viceministro per la cooperazione internazionale Mario Giro; mentre la Farnesina ha allo stesso tempo espresso “preoccupazione per la situazione a Aleppo Est che è in stato d’assedio e soggetta a bombardamenti sistematici del regime siriano che non hanno risparmiato ospedali, scuole e mercati, con gran numero di vittime civili”.

E proprio a proposito di Aleppo, l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha proposto alla Russia di delegare alle Nazioni Unite la gestione dei corridoi umanitari per portare aiuti ai circa 300mila civili intrappolati nei quartieri orientali della città, che sono da giorni sotto assedio totale da parte delle forze lealiste siriane. Una richiesta sostenuta anche dalla Farnesina, secondo la quale “la cura dei bisogni umanitari della popolazione di Aleppo” dovrebbe essere lasciata all’Onu, consentendo con “pause umanitarie” ai combattimenti “l’accesso degli aiuti in città”.