LA NOTIZIA E’ APPENA STATA CONFERMATA: TERRORISMO, DUE FRATELLI HANNO…

L’operazione antiterrorismo si è svolta nella notte tra Liegi e Mons, in Vallonia. Nelle perquisizioni non sono state trovate armi né esplosivi. Massima attenzione dopo le gravi cadute della sicurezza in Francia. Mentre in Germania un sondaggio condanna la politica di accoglienza della cancelliera

Operazione antiterrorismo nella notte in Vallonia, nel Belgio francofono. La Procura federale ha comunicato il fermo di due fratelli sospettati di progettare attentati in Belgio. Nourredine H., 33 anni, e suo fratello Hamza H., compariranno in giornata davanti al giudice che dovrà decidere se confermare l’arresto e trattenerli in custodia cautelare oltre le iniziali 24 ore. “Dalle prime risultanze dell’indagine, sembra che stessero pianificando attacchi in qualche parte del Belgio”, si spiega nel comunicato della Procura, in cui si precisa che al momento non sono state riscontrate connessioni con gli attacchi terroristici portati all’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles lo scorso 22 marzo, costati la vita a 32 persone. L’operazione si è svolta tra la regione di Mons e la città di Liegi, dove la polizia ha perquisito diverse abitazioni senza trovare né armi, né esplosivi.

In Belgio il livello di allerta è da tempo particolarmente elevato, al terzo grado su una scala di quattro, corrispondente a minaccia “seria, possibile e probabile”. Ma i due fermi, non direttamente collegati ai precedenti attentati e accompagnati da perquisizioni al momento non particolarmente probanti, suonano come il segno di un ulteriore innalzamento della soglia di attenzione e di un’accelerazione sulla prevenzione dopo la conclamata e grave superficialità che in Francia ha permesso a due persone note all’antiterrorismo di portare a compimento il loro piano di morte. Si parla evidentemente dei 19enni Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, che dopo aver tentato invano di raggiungere la Siria per unirsi all’Is, il 26 luglio hanno preso d’assalto la chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, dove è stato sgozzato il sacerdote, l’86enne padre Jean Hamel.

Adel Kermiche era stato scarcerato nel marzo scorso dopo quasi un anno di detenzione provvisoria e posto in stato di libertà vigilata per decisione del giudice istruttore contro il parere della Procura antiterrorismo. Kermiche indossava il braccialetto elettronico, che ne rilevava gli spostamenti per impedirne l’allontanamento, ma si disattivava per quattro ore al giorno, dalle 8.30 alle 12.30. Il “buco” che ha permesso a Kermiche di agire assieme ad Abdel, a sua volta noto alle forze dell’ordine come radicalizzato e indicato in una foto passata dai servizi turchi a quelli francesi pochi giorni prima dell’assalto alla chiesa come probabile autore di un prossimo attacco terroristico.

Ma è la gestione della vicenda di Adel Kermiche, in libertà vigilata nonostante le comprovate aspirazioni jihadiste, ad alimentare polemiche e scambi di accuse in Francia. Dove il primo ministro Manuel Valls, in un’intervista a Le Monde ha ammesso che si è tratto di “un fallimento”. “Quanto accaduto dovrebbe portare i giudici ad avere un approccio diverso, a valutare caso per caso, data la grande capacità di dissimulazione dei jihadisti”. Ma lo stesso Valls Valls ha aggiunto di non voler cadere “nel facile errore di scaricare sui giudici l’intera responsabilità” dell’attentato del 26 luglio.