Rio 2016: Olimpiade a ritmo di samba, Vanderlei accende torcia

Ha dato forfait O Rei Pelè, Vanderlei ha acceso un tripode a forma di sole che illumina il mondo e ricorda a tutti che la terra è un bene da proteggere, come le differenze dei suoi abitanti. Il sole italiano aveva invece il volto della portabandiera Federica Pellegrini.

La prima parte della cerimonia ha celebrato la natura incontaminata del Brasile, raccontando gli indios, gli europei e poi gli schiavi africani, e ancora arabi e asiatici per un melting pot padre della tolleranza. La seconda ha lanciato l’appello a preservare il pianeta. Solo in parte sono state dissimulate le contraddizioni del colosso sudamericano, ora in ginocchio per la crisi economica e politica: il presidente ad interim Temer non è stato nominato in apertura e quando ha ufficialmente aperto i Giochi la bordata di fischi è stata chiara, a dispetto di qualsiasi effetto sonoro da tv.

La trasformazione dei grattacieli nelle favelas culla del pop ha invece raccontato i due volti del paese, ma la scena prevista dello ‘scippo’ a Gisele e’ sparita dopo le polemiche. E’ rimasto invece tutto intero il filo conduttore: la musica, vera anima del popolo. C’erano Caetano Veloso e Giberto Gil, campioni olimpici del ‘tropicalismo’ e protagonisti del travolgente samba finale, Jorge Ben e i cantanti più noti in patria, Anitta, Zeca Pagodinha e Elza Soares. Anche l’inno brasiliano è diventato un pezzo per la chitarra di Paulinho da Viola. Tutto lo stadio ha poi cantato con il nipote di Jobim la Ragazza di Ipanema. Gisele ha portato la fiaccola della bellezza un po’ triste della bossa nova.