Carabinieri. Così si addestrano le Api, angeli custodi anti-terrore

Roma, poligono di tiro a poca distanza dalla via Tiberina. È qui che si addestrano i carabinieri delle Api, le Aliquote di primo intervento, dei gruppi antiterrorismo creati per volontà del comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette.

Uomini accuratamente selezionati per contrastare il pericolo Isis. Militari che vengono per lo più dalla territoriale, ma che hanno esperienze pregresse nel reggimento paracadutisti Tuscania, al nucleo radiomobile o che provengono dai reparti dell’Esercito. Sono aliquote in grado di intervenire in pochi minuti per un primo intervento utile a «cristallizzare la situazione», prima dell’arrivo delle Sos (Squadre operative di supporto) o dei reparti speciali. Sono gruppi di nuova generazione, insomma, il cui addestramento, per le prime quattro settimane, è affidato al Gis (Gruppo di intervento speciale).

«Il pacchetto prevede prima un periodo di quattro settimane al Coespu di Vicenza – spiega il tenente colonnello Claudio Rubertà, comandante del nucleo radiomobile di Roma – dove si preparano con istruttori qualificati del Gis, anche perché in caso di intervento congiunto si crea una sorta di osmosi con le forze speciali. Quindi tornano qui, dove si addestrano al tiro, con istruttori della Scuola carabinieri di perfezionamento al tiro, alle tecniche di disarmo, alla lotta corpo a corpo, alla guida sicura e al primo soccorso avanzato.