La Polizia ha arrestato un cittadino tunisino per rapina

Nell’ambito del costante controllo del territorio, attività pedissequa quanto silente da parte degli Agenti della Specialità Stradale della Polizia di Stato Ravennate, nella notte di ieri, nei pressi della barriera autostradale di Ravenna, esperivano il controllo di un autocarro con targa italiana fermo nella piazzola di sosta.

In tale frangente, il passeggero del veicolo si dava precipitosamente alla fuga nei campi adiacenti, dileguandosi nell’oscurità mentre il conducente poneva precipitosamente il veicolo in marcia nell’intento di allontanarsi.

L’equipaggio operante si poneva immediatamente all’inseguimento e, dopo qualche centinaio di metri lo affiancava intimandogli l’alt.

Per tutta risposta, il conducente sterzava bruscamente a sinistra speronando l’auto di servizio nell’intento di neutralizzare l’inseguimento e, immediatamente dopo, si spostava dal lato guida al lato passeggero gettandosi sull’asfalto e lasciando il veicolo ancora in marcia privo di controllo che, deviando verso sinistra urtava dapprima il guard-rail centrale e successivamente verso la parte destra della carreggiata arrestandosi sulla corsia di emergenza, fortunatamente senza creare danni a terzi.

Il fuggitivo veniva immediatamente inseguito e raggiunto nella scarpata autostradale mentre era intento a scavalcare la recinzione di protezione. ne scaturiva una animata colluttazione tanto che i due agenti riportavano lesioni personali tali da dover ricorrere alle cure del nosocomio ravennate.

Ispezionando poi la piazzola dalla quale il furgone era fuggito, venivano rinvenuti nella sottostante scarpata n. 6 “inverter” (dispositivi elettronici atti alla conversione della corrente continua proveniente da pannelli fotovoltaici  in corrente alternata, necessari alla immissione dell’energia elettrica nel circuito di distribuzione nazionale,); poco oltre si notava il taglio della recinzione autostradale e, seguendo le tracce dell’erba calpestata, giungendo a un impianto di pannelli fotovoltaici, si meglio appurava l’asportazione dei dispositivi.

Il tunisino (M.B. classe 1968, residente nel ferrarese, ma, di fatto senza fissa dimora) in regola con le norme sul permesso di soggiorno veniva sottoposto ad arresto, poi convalidato, in flagranza di reato per rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, e tradotto nel locale carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente (P.M. Sost. Proc. Dott.ssa Isabella Cavallari).