Sequestri beni per oltre 1 mln di euro a un 42enne in carcere per droga

I Carabinieri della Compagnia di Andria hanno eseguito un’ordinanza di Sequestro Preventivo, finalizzata alla successiva confisca, emessa dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, nei confronti di un 42enne del luogo, indagato del reato di Associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso, pluripregiudicato con precedenti penali di detenzione illegale di armi e munizioni, contrabbando di t.l.e. e furto aggravato, attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Trani.

Le indagini patrimoniali hanno avuto inizio dopo che il 18 marzo 2015 lo stesso Di Bari, in seguito ad un’attività investigativa condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Bari, è stato tratto in arresto, unitamente ad altre 17 persone, proprio per il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso.

Nel corso della predetta attività investigativa i Carabinieri sgominarono una banda di narcotrafficanti, di cui il 42enne faceva parte, attiva nel nord barese che, armati di kalashnikov rapinavano droga all’occorrenza. Nella circostanza, i militari eseguirono 17 arresti nei confronti di quest’organizzazione capace di gestire autonomamente il mercato della droga, principalmente nei Comuni di Andria e Bisceglie (BT), forte anche di un arsenale di armi da guerra, usate per imporre il dominio sul territorio e spaventare eventuali concorrenti sul mercato.

Il clan era organizzato in stile mafioso, con riti di affiliazione, gerarchia, incarichi precisi e paghe settimanali per i “soldati”. Veniva trattato ogni genere di stupefacente, in particolare cocaina, eroina e hashish per un volume d’affari di decine di migliaia di euro. Parole in codice per sviare le intercettazioni: le dosi diventavano “bambini” da portare al parco.

Coloro che non si piegavano alla regole del mercato della droga locale, subivano assalti e venivano depredati. In una circostanza, infatti, fu rapinato, kalashnikov alla mano, persino un corriere della droga concorrente che, senza autorizzazione della banda, stava portando 1 kg di cocaina da spacciare sulla piazza di Bisceglie.