A.A.A. cercasi centrodestra

Fino a qualche tempo fa settembre era il mese dove le feste di partito, o di corrente, rappresentavano il breve momento di concordia – tra simili e dissimili – che anticipava il rientro in grande stile nell’arena politica. Quest’anno invece, almeno per ciò che riguarda il centrodestra, non sarà così: saranno botte fin da subito. Tra «Stati generali» convocati dalla Forza Italia a trazione anti-Renzi, convention di «Mr. Chili» Stefano Parisi e Pontida di Matteo Salvini, se non è tutti contro tutti poco ci manca. A inaugurare il settembre topico per la definizione del centrodestra che verrà sarà «Everest», l’evento che si tiene a Bari dal 2 al 4, animato da Maurizio Gasparri: kermesse, questa, che si pone da sempre come laboratorio aperto a tutte le sensibilità di ciò che fu il Pdl. Non sfugge però all’attenzione il fatto che Everest darà ampio spazio a tre tra i più irriducibili avversari della «newco» di Stefano Parisi: ossia Giovanni Toti, Paolo Romani e Renato Brunetta.

Proprio Brunetta in queste ore è in piena attività per l’organizzazione degli «Stati generali», l’evento «del centrodestra di Governo, come stabilito dalle intese fra Berlusconi e Matteo Salvini. Una grande assemblea per definire tutto, anche le regole per la leadership». Una risposta, questa, al cantiere convocato per metà settembre da Stefano Parisi, diventato oramai lo spauracchio della classe dirigente azzurra che intende percorrere un’opposizione a tre punte con FdI e Lega Nord. Non è un caso che Brunetta utilizzi una delle sue armi più efficaci, il sarcasmo, nei confronti del manager incaricato da Berlusconi stesso: «Quella di Parisi è un’iniziativa di un privato cittadino. È un brain storming, di cui lo ringrazio, promosso da un consigliere comunale…». Stefano Parisi, da parte sua, sta tutt’altro che con le mani in mano. Se da giorni sta in silenzio stampa e non replica alle battute dei neo-colleghi di partito, continua a tessere la tela di contatti e di accrediti per la convention del 16 e 17 settembre: l’appuntamento – senza esponenti politici – sul quale è risaputo l’interesse riposto da Silvio Berlusconi per la rimodulazione (i maligni la chiamano rottamazione) di FI.

Obiettivo dell’ex ad di Fastweb è quello di immaginare un partito 2.0, attrattivo nuovamente per la società civile e non ostile ai mezzi di propaganda dei 5 Stelle: ma soprattutto un partito non fossilizzato su una linea di opposizione «irresponsabile» nei confronti del governo, soprattutto dopo il referendum. Ma Parisi, proprio nei giorni della sua convention, dovrà fare i conti anche con il «nemico a destra». Dopo Brunetta e l’asse del Nord a stringere la morsa contro l’ex candidato sindaco di Milano ci penserà l’altro Matteo. Salvini infatti ha dato appuntamento a Pontida il 18 settembre con il tema dominante che recita «Donne e uomini liberi votano No». Un invito esplicito a un’opposizione dura contro la riforma Boschi e che si pone in aperta contraddizione con il laboratorio di Parisi: tanto che, se la convention dell’ex candidato sindaco di Milano vedrà tra gli ospiti pezzi da novanta di Confindustria, il raduno leghista avrà come ospite d’onore Marion Le Pen, giovane campionessa del lepenismo invitata anche con l’obiettivo di rubare la scena «all’élite» parisiana. E Berlusconi? Dopo avere rotto il silenzio con il messaggio di solidarietà nazionale in omaggio alle vittime del terremoto si aspetta la sua rentrée.