Trovati migliaia di corpi, scoperte almeno 70 fosse comuni tra Siria e Iraq

L’inchiesta dell’Associated Press che ha individuato i luoghi delle sepolture di massa lasciate dallo Stato islamico nella sua ritirata verso le roccaforti jihadiste

Migliaia di corpi in fosse comuni tra la Siria e l’Iraq. L’Associated Press ha documenti che provano l’esistenza di almeno 72 di queste sepolture comuni, per un totale di corpi che va dai 5200 fino ad almeno 15mila. Il numero è destinato a crescere man mano che il territorio controllato dal Califfato si riduce.

In Siria, i luoghi individuati sono diciassette, gli altri 55 si trovano invece in Iraq. In una di quelle siriane, ci sono i corpi di centinaia di membri di una singola tribù. Secondo quanto scrive l’Ap, in sedici luoghi in Iraq è così pericoloso provare a scavare che le autorità non provano nemmeno a ipotizzare il numero di vittime.

Spesso le stime sono fatte sulla base dei racconti dei sopravvissuti. Uno dei massacri documentati è quello alla prigione di Badoush, nel giugno 2014, con seicento prigionieri uccisi e sepolti. Nel racconto di un sopravvissuto del Sinjar (patria degli yazidi) c’è tutto l’orrore delle esecuzioni. I miliziani dello Stato islamico prima rastrellano uomini dai villagi vicini, li portano in una zona che serve per le esecuzioni e per la sepoltura, dove gli sparano. Poi, usando un bulldozer sempre pronto lì nei pressi e li seppelliscono. In quella specifica fossa del Sinjar, esecuzioni e seppellimenti sono andati avanti per sei giorni.

fonte: today