Sisma, verso nomina commissario. Lega: ‘Collaboriamo, bene Tronca’

Si discute sulla nomina del commissario per il terremoto. Ieri il premier Matteo Renzi ha fatto sapere che la scelta ci sarà in settimana ma è in corso un Consiglio dei ministri nel quale potrebbe esserci già un primo giro di tavolo sulla questione. Intanto la Lega si dice pronta a collaborare ma si dice favorevole alla scelta di Francesco Paolo Tronca al posto di Vasco Errani (il nome che sembra in pole per il governo) sul quale il Carroccio e M5s sono critici. “Con spirito costruttivo e con massimo rispetto per il dolore di centinaia di famiglie che hanno perso i propri cari – dice il segretario della Lega Matteo salvini – siamo pronti a sostenere Tronca nel ruolo di commissario per la ricostruzione. Il prefetto ha già dimostrato di essere in grado di gestire con successo situazioni difficili e delicate in numerose città tra cui Milano e Roma. Siamo certi che sarebbe in grado di svolgere un ottimo lavoro anche nelle zone del centro Italia colpite dal terremoto”, conclude Salvini.

Intanto ieri il premier ha indicato l’obiettivo di ricostruire in sicurezza e con la massima trasparenza con l’aiuto dell’Anac. “C’è una ricostruzione – scrive il premier nella enews – da coordinare nel modo più saggio e più rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora più giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate. La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione ma anche con la massima trasparenza online. Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano). Ma soprattutto dovremo tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina”.

“Nessuno di noi – dice Renzi –  potrà bloccare la natura, ma perché non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga più al riparo la nostra famiglia, la nostra casa? Questo è il senso del progetto Casa Italia”. Ovvero del progetto del governo di un piano nazionale di messa in sicurezza del territorio.

Nella fase della ricostruzione – dice Renzi – “dovremo soprattutto tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina. E l’anima gliela danno le storie delle persone, vecchi e bambini, il vissuto quotidiano, gli spazi di una comunità a cominciare dal circolo, dalla chiesa, dalla scuola. L’impegno del governo è che questi luoghi così ricchi di un passato prezioso possano avere un futuro. E per farlo occorrerà lavorare tutti insieme, senza proclami, senza annunci, senza effetti speciali, ma con l’impegno rigoroso di tutti”. “La storia italiana ci consegna pagine negative nella gestione del dopo-terremoto, come l’Irpinia, ma anche esempi positivi. Su tutti il Friuli del 1976, certo. Ma anche l’Umbria di vent’anni fa. E soprattutto penso al modello emiliano del 2012. Quel territorio ha “tenuto botta”, come si dice da quelle parti, ricostruendo subito e bene”, aggiunge.