Fertility Day, ora parla la Lorenzin: “Non ho sbagliato nulla”

Il ministro Lorenzin rivendica le scelte e attacca: “Sono polemiche strumentali, in Italia il tasso di infertilità è al 30% e io mi occupo dell’aspetto sanitario”

“Stupefatta e amareggiata” sono le parole con cui il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sceglie di descrivere il proprio stato d’animo all’indomani delle furibonde polemiche che hanno accompagnato il lancio della campagna per il “Fertility Day” sponsorizzato dal suo dicastero.

In un’intervista apparsa oggi sulla Stampa, il ministro si difende contro quella che definisce una “polemica strumentale”. “Il tasso di infertilità in Italia è al 30% – spiega – Non ho mica fatto scrivere che le donne devono per forza fare bambini”. E insiste sulla necessità di “distinguere l’aspetto sociologico da quello sanitario”.

Un modo per scansare le critiche di chi accusa il governo di dimenticarsi che molto spesso le coppie di giovani italiani non fanno figli perché mancano il lavoro e il welfare. “In Italia c’è un allarme demografico – si difende la Lorenzin – Se continuiamo così, nel 2050 rischiamo la crescita zero. E so che sul tema della natalità influiscono politiche del lavoro, fiscali, sociali. Ma io sono il ministro della Salute e mi occupo dell’aspetto sanitario”.

Il ministro rivendica anzi il merito di aver inserito la fecondazione assistita e gli screening fra i servizi gratuti”. Con candore, confessa che “da parte del Pd c’è stata grande condivisione su questa iniziativa. E comunque, rispetto alle solite campagne ministeriali che nessuno ricorda, questa almeno ha avuto il merito di accendere l’attenzione sul tema.”

Il Giornale
1 Settembre