Mi chiamo Francesco, risolvo problemi

Prima di tutto diamo la notizia: Papa Francesco, con motu proprio “Humanam progressionem” firmato il 17 agosto scorso, ha istituito un nuovo dicastero della curia romana. Il suo nome sarà “Pontificio Consiglio per il servizio dello sviluppo umano integrale”, ed avrà una sezione dedicata ai migranti. Nel paragrafo 4 del primo articolo dello statuto del dicastero è precisata l’inedita competenza papale, che non ha precedenti nella storia recente della Santa Sede: «Una sezione del dicastero si occupa specificamente di quanto concerne i profughi e migranti. Questa sezione è posta ad tempus sotto la guida del Sommo Pontefice che la esercita nei modi che ritiene opportuni».

Francesco ha soppresso con lo stesso decreto ben quattro pontifici consigli: “Cor Unum”, vacante dopo la promozione del cardinale Robert Sarah (suo ex presidente) a prefetto della Congregazione per il Culto divino e la disciplina dei sacramenti, quello per la “Pastorale per i migranti e gli itineranti”, il dicastero per la “Pastorale per gli operatori sanitari” e persino l’importantissimo “Pontificio Consiglio Giustizia e pace”, che era stato istituito Papa Paolo VI con il motu proprio “Catholicam Christi Ecclesiam” del 6 gennaio 1967. Il nuovo prefetto sarà il cardinale ghanese Peter Turkson, che proprio di Giustizia e pace era il presidente uscente. Il nuovo organismo creato da Papa Bergoglio entrerà in piena attività dal prossimo 1° gennaio.
Nel nuovissimo dicastero «per il Servizio dello sviluppo umano integrale», vengono istituite la Commissione per la carità, la Commissione per l’ecologia e la Commissione per gli operatori sanitari. L’organismo sarà competente anche su Caritas Internationalis.

Un’ultima novità significativa è data (articolo 2 dello statuto) dal fatto che il segretario e il sotto-segretario del nuovo organismo potranno essere dei laici, che nella loro attività potranno intrattenere relazioni con “associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace” e dialogare “con rappresentanti dei governi civili e di altri soggetti di diritto internazionale pubblico”. Il nuovo dicastero lavorerà quindi in stretta collaborazione con la Segreteria di Stato, a cui competono le relazioni con gli Stati.