Case e farmaci a prezzi stracciati: il paradiso a pochi chilometri dall’Italia

Vanno lì a comprarsi la casa e le medicine di fascia C, a cominciare dal farmaco che combatte l’ impotenza. Perché la differenza di prezzo oltreconfine, è irresistibile. Sono i triestini, cioè gli italiani di Trieste sempre più in fuga nelle città della Slovenia.

Sesano, Comeno, Divaccia, Erpelle-Cosina: ecco le zone dove si decide di acquistare e andare ad abitare. Ma non a lavorare e nemmeno a studiare o a farsi ricoverare. Perché l’ ufficio, la fabbrica, la scuola, la chiesa e l’ ospedale restano in Italia dove si è nati. Almeno in mille (negli ultimi dieci anni) gettate alle spalle le antiche ostilità, hanno traslocato nella vicina Repubblica. Motivo? I prezzi delle abitazioni (e degli immancabili giardini) sono molto più convenienti rispetto a quelli dell’ Italia, nonché liberi da tasse e dall’ inutile burocrazia made in Italy.

Il fenomeno migratorio è cominciato nel 2004 quando l’ ingresso della Slovenia nell’ Unione europea ha liberalizzato il mercato immobiliare, stimolando così molti triestini a vendere la casa per ri comprarla oltre la frontiera. Sesana attira il grosso degli italiani che scelgono di fare i pendolari con Trieste. Subito dopo viene Capodistria.

I dati li fornisce il Primorski Dnevnik: quotidiano del Litorale (pubblicato a Trieste) della minoranza di lingua slovena del Friuli-Venezia Giulia. Stando al giornale, dal 2004 al 2015 si contano 526 triestini che hanno spostato la residenza nel circondario composto da Sesana, Comeno, Divaccia e Erpelle-Cosina. Altri 231 (stando alle autorità di Lubiana) si sono trasferiti nell’ unità di Capodistria e Ancarano. Sommando, si arriva a 750 unità: cento in più degli italiani iscritti all’ Aire dopo aver spostato la residenza nella fascia confinaria slovena, come dicono le statistiche del Comune di Trieste. Si dirà: in fondo parliamo di cittadini che si sono semplicemente trasferiti a mezz’ ora di macchina dal centro di Trieste e che continuano a mantenere il lavoro in Italia, dove gli stipendi sono più alti. Il lavoro dunque, ma anche il legame con i parenti e gli amici, almeno fino alla pensione. E poi?