TERREMOTO: RESISTE NOVE GIORNI SOTTO LE MACERIE, SALVATO IL CANE ROMEO

Sotto due piani di magazzino, un corridoio, una pila di mattoni, tegole, una trave, calce e polvere che stritolano un giubbino rosa, qui sotto, a due metri di profondità, Romeo ha saputo aspettare.

Uno spazio appena sufficiente per girarsi muso e coda, per accucciarsi, rialzarsi. Accucciarsi ancora, dormire e aspettare. Per nove giorni e nove notti, gli stessi movimenti in un metro quadrato come un rosario sotto la cenere.

Su quelle macerie erano passati alcune volte gli scarponi dei vigili del fuoco, ma la gomma contro i frammenti cigola come sulla ghiaia. Nessuno aveva sentito il guaito che arrivava da quel pozzo infilato in una casa di cui rimane una porta di legno chiusa sul vuoto. Santi Lorenzo e Flaviano, dove il 10 agosto si era festeggiata la notte delle stelle cadenti, è la quarta delle piccole frazioni di Amatrice travolte dal terremoto risalendo la via Salaria.

I vigili del fuoco delle squadre di Roma Tuscolano, Latina e Rovigo 1 devono svolgere un’operazione di recupero di oggetti. Cercano foto, bambole, scarpe in quegli scheletri di stanze. «In casa troverete un cane morto», avverte il padrone di Romeo. Le macerie frizzano sotto un sole che asseta anche chi può bere. A un certo punto, un suono diverso, un richiamo in quel viaggio dai contorni opachi di fata Morgana. «Un cane che abbaia in lontananza».