Muore in spiaggia strozzandosi con un pezzo di pane

Carmela Caputi, 74 anni, era in spiaggia a godersi gli ultimi giorni dell’estate, come tanti a settembre. Ma una distrazione le è stata fatale. È morta soffocata da un pezzo di pane mentre pranzava.  Si è accasciata sulla sabbia, non riuscendo più a respirare.
Tutto è accaduto in fretta all’interno dello stabilimento balneare Le Dune, sul lungomare Duilio a Roma, sotto gli occhi di turisti e bagnanti. Sono un centinaio le persone che, impotenti, hanno assistito alla scena.
La donna stava mangiando insieme al marito e alla figlia, seduta all’interno della sua cabina. Si è distratta, e un pezzo di pene troppo grosso non andava più giù. Non riusciva a deglutirlo. Purtroppo, però, non è neppure riuscita a espellerlo. In quei pochi istanti non c’è stato nemmeno il tempo per un colpo di tosse: troppo ostruite le vie respiratorie.

I famigliari non hanno potuto far altro che chiedere aiuto agli altri bagnanti, tra cui tre medici che, in vacanza proprio in quello stabilimento, sono riusciti a liberare l’esofago e ad evitare l’arresto cardiaco. L’ambulanza e l’auto medica sono giunte sul posto dopo sette minuti, ma era in ogni caso troppo tardi. Ogni tentativo si è rivelato in utile. «Decesso avvenuto per asfissia da bolo alimentare» secondo i verbali.
Questa la testimonianza di uno dei medici intervenuti, il dottor Alberto Chiriatti: «Insieme ad altri medici abbiamo cercato di salvarla ma purtroppo le condizioni erano disperate. La struttura fortunatamente era dotata di defibrillatori ma al sesto tentativo negativo abbiamo capito che non c’erano più possibilità per salvarla».
Il corpo è poi rimasto due ore in spiaggia, coperto solo da un telo bianco, in attesta della polizia mortuaria.

Riccardo Ghezzi

4/9/2016