LIBERTÀ DI STAMPA, O LIBERTÀ DI LOBBY?

Ogni professione ha i suoi lati oscuri. Per il giornalismo, ad esempio, il lato oscuro è rappresentato da chi tra i giornalisti (in proprio, o per conto dei suoi editori) cede alle lusinghe delle lobbies e si presta a mostrare una realtà che è diversa dalla verità, o che è utile mettere in risalto all’attenzione dell’opinione pubblica per interessi di parte – la loro parte – e non per fare informazione.

Esempi ne potremmo fare a bizzeffe, ma restiamo all’attualità.

Oggi una delle notizie del giorno è stata quella delle elezioni regionali parziali in Germania, nel Meclemburgo, dove il dato clamoroso non è la vittoria dei socialdemocratici del SPD con il 30,6% dei voti, ma che il partito CDU della cancelliera Angela Merkel, col 19,0% dei voti, è stato superato della AFD (Alleanza per la Germania) che ha ottenuto il 20,8% dei consensi.

Questo è il dato politico e numerico, nudo e crudo. Per contorno possiamo servire il fatto che la regione del Meclemburgo è il collegio elettorale di Angela Merkel, e quindi la sconfitta del suo partito ha del clamoroso.

Volete sapere come hanno riportato la notizia i giornalisti, ad esempio, dell’Ansa?

Ecco: “Elezioni Germania, boom dell’ultradestra alle regionali. Petry (Afd): “La Merkel si rovescia da sola”. Nel Meclemburgo la Cdu viene superata dall’Afd. Per leader populista è una sconfitta personale della cancelliera: ‘Politica catastrofica sull’immigrazione’ “.

Ora il caro collega dell’Ansa che ha scritto l’articolo mi dovrebbe spiegare perché l’AFD diventa “l’ultradestra”. In lizza c’era un partito di sinistra (SPD), un partito di centro (CDU) ed un partito di destra (AFD), se proprio vogliamo dar loro le antiche coordinate politiche del secolo scorso.

Perchè dunque, di grazia, l’AFD viene additato come se fosse il partito dei naziskin?