“Le pensioni, nella nuova manovra….” La notizia è arrivata poco fa: “E’ tutto vero, lo hanno detto tutti i tg”

Nella legge di bilancio ci saranno “due misure sulle pensioni: per dare chi ha più la mano sulla pensione minima” con “una sorta di quattordicesima” e trovare il modo di agevolare chi vuole andare in pensione prima, con uno scivolo o anticipo pensionistico, rinunciando a pochino”, ha detto il premier Matteo Renzi a Porta a Porta. “Tutti quelli che sono arrivati a tre anni prima della pensione o attraverso anticipo pensionistico che costi un’inezia o con accordi privati potranno andare in pensione anticipata”, ha precisato.

“Quando si dice ‘intervento sulle pensioni’ vuol dire che metteremo più denari in tasca a chi di pensione prende poco poco”. Il presidente del Consiglio ha parlato di “una sorta di quattordicesima”. “A partire dal governo Prodi – ha spiegato – chi prende la pensione di meno di 750 euro al mese ha una sorta di quattordicesima, ragioniamo su un’ipotesi del genere”.

REFERENDUM – “Noi siamo pronti a cambiare l’Italicum se ci sono i numeri in Parlamento. Sia che la Corte Costituzionale dica sì, sia che dica no”, ha risposto Renzi a una domanda su cosa accadrà se il 4 ottobre la Consulta boccerà una parte della legge elettorale. “Il testo originale del governo era scritto molto meglio” ha aggiunto. “Condivido il fatto che poteva essere scritto in modo più semplice” ha aggiunto a proposito di una critica all’art.70 della riforma che elenca i diversi iter parlamentari, ma tale forma, ha sottolineato è quella approvata dal Parlamento “dopo sei letture tra Camera e Senato e 121 modifiche. E’ il gioco della democrazia” ha concluso. “A naso la data del referendum sarà tra il 15 novembre e il 5 dicembre”. Sulle dimissioni nel caso di vittoria del “No” al referendum costituzionale Renzi ha affermato: “Non ci ho ripensato. Ma siccome in tanti mi hanno detto che non dovevo personalizzare, ho detto solo che non parlo più del mio futuro. Questo referendum non riguarda il futuro di una singola persona, ma il fatto che si possano ridurre delle poltrone, che solo la Camera darà la fiducia al governo e che si interverrà sulle regioni”.

DEFICIT/PIL – “Nel rapporto tra deficit e Pil – ha detto Renzi – più o meno resteremo sul 2,3%-2,4%. Non sforeremo il 3%. E’ un fatto di credibilità e reputazione. Bisogna cambiare le politiche economiche e lo stiamo facendo, ma anche dire che è buonsenso che non ci si può più indebitare, non dobbiamo spendere i soldi dei nostri figli e nipoti perché non sarebbe serio”. “La Spagna cresce del 3%. Ma ha un deficit del 5%, che