Morto Giuseppe Amato, il re della pasta

Giuseppe Amato è morto. Aveva 91 anni. Nipote di Antonio Amato, che negli anni ’50 ha rilevato un pastificio fondato nel 1868, ha reso la produzione industriale della pasta un business miliardario.
Se n’è andato mentre era in vacanza a Castellabate. E’ stato presidente dei pastai italiani, presidente degli industriali della Campania e proclamato cavaliere del lavoro nel 1982 con questa motivazione: “Entrato giovanissimo nella vita economica salernitana quale procuratore dell’azienda commerciale familiare, passò all’attività industriale allorché divenne, alle soglie degli anni ’50, socio della Rinaldo & C. di Salerno e della Lucio Garofalo di Gragnano, entrambi antichi molini e pastifici. Amministratore Delegato delle predette società, concorse a portarle in breve a livello di notevole produttività affiancando ad esse un impianto industriale quanto mai avanzato: nel 1958 diede vita infatti, attraverso ampliamenti ed ammodernamenti praticamente continui alla “Antonio Amato & C. Molini e Pastifici S.pA.”, il più importante e produttivo impianto del Mezzogiorno, nel settore, e tra i primissimi in campo nazionale ed europeo. Nel campo della lavorazione dei marmi pregiati, Giuseppe Amato è stato socio fondatore della Universal Granit S.p.A. (1968), moderna ed efficiente azienda in Ceccano (Frosinone). Nel campo bancario, oltre ad essere stato socio fondatore della Banca Popolare S. Matteo, in Salerno, è Consigliere generale del Banco di Napoli, e Vice Presidente della Banca del Cimino, con sede in Viterbo. Nel campo benefico, prosegue l’opera dello zio, Cavaliere del Lavoro Antonio Amato scomparso nel gennaio 1979, sostenendo la moderna e confortevolissima casa materna “Domenico Amato” nel paese natale di San Cipriano Picentino, dove i bambini delle famiglie meno abbienti della zona vengono assistiti ed istruiti del tutto gratuitamente. E’ presidente dell’Associazione degli Industriali della Provincia di Salerno è stato socio fondatore e presidente dell’UN.I.P.I. (Unione Industriale Pastai Italiani) nel primo e nel terzo biennio di vita dell’Unione.
I suoi due stabilimenti contavano trecento dipendenti e vantavano una capacità produttiva di 3.000 quintali di pasta in 24 ore.

 

 

Riccardo Ghezzi

Roma, 7/9/2016