“Se si legalizza lo spinello i consumi cresceranno”

Gianni Tonelli, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia: «È vero che si darebbe un colpo al crimine organizzato, ma non bisogna promuovere stili di vita decadenti»

Mentre il Siulp, il principale sindacato di polizia italiano, si è espresso a favore della legalizzazione della cannabis, il Sap, Sindacato autonomo di polizia, circa 19mila iscritti, è su posizioni antitetiche.

Gianni Tonelli, segretario generale, lei cosa ne pensa?

«Che le proposte di legalizzazione o liberalizzazione siano frutto del malvezzo di vedere i problemi con lenti polarizzate ideologicamente. E’ vero che così si potrebbe contribuire a togliere risorse al mercato nero degli stupefacenti, ma i consumi aumenterebbero di sicuro. E poi c’è il rischio che i consumatori passino a sostanze più forti: tutti quelli che si fanno di droghe pesanti hanno cominciato dallo spinello».

La legislazione proibizionistica però ha fallito: il consumo è aumentato e l’età dei consumatori si è abbassata.  

«La legge Giovanardi-Fini secondo me ha contenuto il fenomeno degenerativo, ma ammesso che, con un approccio anti-proibizionistico, si darebbe una botta al crimine organizzato, un problema del genere non si può affrontare solo sotto il profilo repressivo. Bisogna fare una battaglia culturale, se no abbiamo fallito prima di cominciare. Oggi c’è una censura morale oltre che legale su certi comportamenti, anche se nelle scuole si fa troppo poco, ma se passa il messaggio che si accede liberamente alle droghe leggere, è una cosa negativa anche per l’educazione dei ragazzi. Non bisogna promuovere stili di vita decadenti»…..

L’alcol può provocare dipendenze gravi, però circola liberamente anche fra i giovanissimi.

«E’ un paragone che non tiene: chi sceglie la droga lo fa per lo sballo, invece chi beve vino, grappa o rum dopo cena lo fa per gustare un buon prodotto, sempre che il consumo sia ragionevole. Poi è vero che gli alcolici sono troppo diffusi fra i giovani, ma è un’altra cosa». ……………..Leggi tutta l’intervista

LA STAMPA