E ORA GRILLO URLI ‘STUPIDISSIMO ME’ E RADDRIZZI LA BARCA

Roma, la capitale d’Italia, si è affidata democraticamente a Virginia Raggi ed al Movimento 5 Stelle affinché ne diventassero gli amministratori comunali, e lo ha fatto con la stragrande maggioranza dei suoi cittadini elettori. Molti di questi saranno stati cittadini veramente convinti della bontà del progetto politico grillino, molti altri invece saranno stati elettori idealmente schierati con il centrodestra, ma praticamente convinti che ormai il PD di Renzi stia diventando un vero e proprio pericolo per la democrazia, e che quindi bisognava fermarlo a qualunque costo, anche dando il proprio consenso al ballottaggio ad una candidata sconosciuta e senza referenze amministrative o politiche. Chiunque, purché non un sindaco al servizio di Renzi e della Boschi.

UN’INCAPACE DOPO 5 CAPACI (DI TUTTO)
E così Virginia Raggi è diventata il 34.mo sindaco di Roma, primo sindaco donna di una città che negli ultimi 27 anni è stata amministrata da quattro sindaci di sinistra (Carraro, Rutelli, Veltroni e Marino) e da uno di destra (Alemanno), che in comune hanno una cosa sola: aver fatto crescere il deficit delle casse comunali fino alla cifra mostruosa – pare – di 13,6 miliardi di euro. Se c’era una cosa certa, prima delle elezioni, era proprio questo debito immenso. Quindi si guardino bene la Raggi ed i grillini, adesso, a cominciare con la solita stucchevole tiritera dei “guasti lasciati dalle giunte precedenti”, proprio perché la cosa era ben nota, e nessun medico aveva loro prescritto per forza di candidarsi a guidare Roma.

D’altra parte persino una regione, ed altre città italiane, non hanno avuto candidati grillini alle scorse amministrative, laddove Grillo e i suoi giovani leoncini spelacchiati non avevano ravvisato le condizioni minimali per poter presentare una loro proposta politica ed amministrativa. Però oggi appare altrettanto stucchevole, e francamente ridicola, la favoletta dei grillini incapaci di governare per inesperienza politica: quand’anche la Raggi e la sua maggioranza fosse un’accolita di incapaci, mi piacerebbe sapere tra i romani chi preferisca ancora questa “sindaca” (termine orribile) incapace e chi invece sia già nostalgico dei suoi cinque predecessori capaci, sì, ma di tutto.