Raggi vs Grillo: “E’ matta”. E lei chiede parere legale sul contratto che la lega al Movimento

La Stampa riporta anche alcune dichiarazioni significative di Beppe Grillo e degli altri membri del direttorio, tra cui un Di Maio in netta difficoltà ma che appare al momento l’uomo più vicino a Raggi, o perlomeno quello che l’ha protetta di più.
«Beppe, Virginia ha bisogno di uno schiaffone», così il direttorio avrebbe accolto il leader. La più furiosa è Carla Ruocco. E il direttorio ha chiesto a Grillo di imporre tre condizioni a Raggi: “Il no netto alle Olimpiadi entro 48 ore, basta temporeggiare. Il ritorno di Marcello Minenna al Bilancio al posto di Salvatore De Dominicis. Fuori dai piedi Raffaele Marra e Salvatore Romeo”. Grillo accetta solo l’ultima. Ne parla con Virginia Raggi.
Ma Romeo resta capo di segreteria con stipendio più basso. Marra va a guidare il personale. Un ruolo sempre importante. Ruocco si arrabbia, lo dice a Grillo: «E’ il posto che aveva Laura Benente, l’ha fatta fuori proprio lui mentre lei era in vacanza!». A questo punto è chiaro che il sindaco stia sfidando il Movimento. «Questa qui è pazza» si lascia sfuggire Grillo. E il direttivo incalza: «Beppe non possiamo mostrarci deboli e creare un precedente solo perché governa Roma. Dobbiamo essere coerenti». Arrivano i paragoni con il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti. No. «Lei è peggio».
I virgolettati riportati da La Stampa sono eloquenti. Ormai l’hanno capito tutti. Raggi sta sfidando il Movimento. E sta vincendo. Si è liberata del minidirettorio e non cede a Grillo. Sa che rischia, potrebbero toglierle il simbolo.
Ma se quel contratto fosse annullabile per causa non lecita…

Riccardo Ghezzi

Roma, 10/9/2016