Terremoto: esce dall’ospedale bimba di 4 anni, salva grazie all’abbraccio della sorella

E’ uno dei simboli del terremoto che ha devastato Amatrice il 24 agosto: Giorgia, la bambina di 4 anni salvata miracolosamente dalle macerie e portata in ospedale. Ebbene, da quell’ospedale oggi Giorgia è stata dimessa, è quindi ufficialmente salva. Una storia a lieto fine, che va parzialmente a compensare il dramma delle quasi 300 vittime.
Giorgia è viva non solo per i soccorsi e per la bravura dei medici, ma soprattutto grazia all’abbraccio della sua sorella maggiore, Giulia di 9 anni, che l’ha salvata. Un sacrificio, perché Giulia, che fino alla fine ha protetto la sorella più piccola, è invece morta. Estratta dalle macerie dopo 16 ore.

«Le ferite esteriori sono in via di guarigione, anche se dovrà continuare un percorso di cure in day hospital – ha comunicato all’ANSA la dottoressa Nicoletta Guastaffero, primario della Pediatria – ma le ferite invisibili rimarranno forse per sempre, e il recupero sarà molto lungo».
Giorgia non ha mai parlato per giorni, neppure alla nonna e ai genitori che le sono sempre rimasti accanto. «Pian piano però si è aperta con gli infermieri e so che ha chiesto di Giulia».
Su di lei, il caposquadra dei Vigili del fuoco di Pesaro Urbino, Angelo Moroni, aveva detto «Spero che Giorgia si ricordi poco di qui, anzi spero che dimentichi tutto»
Non è stato facile salvare Giorgia, che presentava un’«importante sindrome da schiacciamento» come ha ricorda la dottoressa Guastaferro.
Il 27 agosto è stato il giorno del suo quarto compleanno e anche dei funerali di Giulia, la sorella maggiore che non potrà mai dimenticare. Il giorno in cui Giorgia è stata visitata in ospedale anche dal presidente della repubblica, Sergio Mattarella.
Al funerale di Giulia, il vescovo di Ascoli, monsignor Giovanni D’Ercole, aveva detto: «Morte e vita erano abbracciate, ma ha vinto la vita: Giorgia. Anzi, dalla morte è rinata la vita, perché chi esce dal terremoto è come se nascesse di nuovo».

Riccardo Ghezzi

Roma, 10/9/2016