I MISTERI DELL’11 SETTEMBRE, I 6 ‘BUCHI’ DELLA VERSIONE UFFICIALE CHE RESISTONO ANCORA

WTC-7 è la sigla dell’edificio 7, un palazzo di 47 piani inaugurato nel 1987. Ciò che ha dato adito alle speculazioni di molti è il fatto che la struttura – mai colpita da nessun aereo – sia crollata con una facilità e velocità straordinarie alle 17.20, cioè molte ore dopo il collasso delle Twin Tower. Una indagine federale sulle caratteristiche tecniche e di resistenza agli incendi connesse con il crollo delle torri gemelle e del WTC 7 fu condotta dal National Institute of Standards and Technology (NIST). I risultati dell’indagine sul WTC 7 sono stati pubblicati il 21 agosto 2008: il crollo dell’edificio sarebbe stato causato dalla dilatazione termica prodotta dagli incendi incontrollati per ore e il cedimento di una sola colonna – la numero 79 – fece collassare l’intero palazzo.

3. L’attacco al Pentagono
L’unica sequenza di immagini resa pubblica nel 2006 e riguardante l’impatto contro il Pentagono non consente di individuare chiaramente che tipo di oggetto abbia colpito l’edificio, a rigor di logica uno dei più protetti al mondo. Le registrazioni delle telecamere del controllo del traffico autostradale che inquadravano di continuo il tratto attraversato dall’aereo poco prima dello schianto non sono mai state rese pubbliche (l’Fbi ne ha sequestrate 13 che riguardano il Pentagono e sono ancora coperte dal segreto). Le fotografie del luogo dell’impatto – dove si vedono solo piccoli frammenti della fusoliera di un aereo – sono state spesso invocate per contestare la versione ufficiale. I fautori della teoria alternativa, inoltre, si chiedono come sia stato possibile che ad un’ora e mezza dall’attentato alle Torri, l’aviazione americana non sia riuscita a prendere le contromisure ed intercettare l’aereo dirottato. Il foro nella parte divelta del Pentagono – sostengono i “complottisti” – non combacerebbe con la sagoma del Boeing 757, ma sarebbe molto più piccolo. Per ultimo, la traiettoria compiuta dall’aereo, quasi raso terra nell’ultima parte della sua folle corsa, risulterebbe poco credibile viste le scarse abilità come pilota di uno dei dirottatori, il saudita Hani Hanjur, ai comandi del jet nel momento dello schianto.

4. Il volo 93