L’ITALIA APRE UN OSPEDALE DA CAMPO IN LIBIA: PRIMO PASSO DELLA GUERRA AL DAESH

“Questa operazione – ha proseguito il ministro degli Esteri – che ha avuto l’appoggio americano e che ha potuto anche contare sul sostegno logistico del nostro Paese, ha avuto un importante risultato. Il rischio di un Paese vicino alle nostre coste controllato da forze terroristiche, che pure era stato evocato, è stato scongiurato, ma a caro prezzo, visto che il successo delle forze impegnate in Libia per queste operazioni ha visto la perdita, da parte delle milizie di Misurata, di circa  400 morti. Mentre sono  2.500 le persone ferite. Negli ultimi mesi – ha detto ancora – in più occasioni l’Italia ha dato una mano ricoverando alcuni di questi feriti più gravi”. Ma visto l’evolvere della situazione, a questo punto è necessaria un’operatività maggiore, anche per facilitare il compito a chi opererà sul campo. Ecco  perché il governo ha deciso di rispondere positivamente alle richieste di al-Serraj di installare un ospedale da campo in Libia. Secondo quanto annunciato ieri nel corso dell’incontro alla Camera, la “stabilizzazione del Paese – come ha tenuto a dire poi Gentiloni – è necessario vada veloce. Il governo libico – ha chiarito – si è insediato a fine marzo e sta consolidando la sua presenza. Quando sarà possibile invieremo il nostro ambasciatore a Tripoli”.