L’ITALIA APRE UN OSPEDALE DA CAMPO IN LIBIA: PRIMO PASSO DELLA GUERRA AL DAESH

Il ministro Pinotti ha spiegato che c’è una richiesta ufficiale del governo libico che non può essere ignorata, proprio perché passa da lì l’aiuto delle forze internazionali al tentativo di stabilizzazione di un Paese che sta combattendo contro l’Isis e il cui scopo è anche quello di evitare che il terrorismo internazionale possa essere troppo vicino all’Italia.
“Lo scorso 8 agosto – ha raccontato la Pinotti –  al-Serraj ha chiesto al premier  Renzi una struttura per curare i feriti. Il 15 agosto la Difesa ha fatto una prima ricognizione sanitaria per capire quali fossero le strutture sanitarie in Libia. E’ seguita una ulteriore ricognizione il  23 agosto e poi è arrivata una specifica richiesta del ministro Difesa libico”. Il ministro ha specificato che “oggi noi siamo pronti, presso l’aeroporto di Misurata, per creare una struttura ospedaliera da campo completa di personale medico e infermieristico, con adeguata protezione, di 300 unità”. Ha poi accennato all’istruzione dei primo 80 soggetti della guardia costiera e della Marina libica, che a loro volta diventeranno istruttori. Insomma, un modo anche per bloccare i migranti dall’altra parte della barricata. Ha detto bene il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Csini. “Nel pantano libico ci siamo anche noi, anche se non vogliamo esserci”. Perché il Daesh è sì un nemico mondiale, ma lo è in primis dell’Italia, troppo vicino alle sue coste per essere ignorato.
Chiara Giannini
Roma, 13/9/2016