Il silenzio dei furbetti pentastellati

Avete mai provato a porre una domanda a un esponente del Movimento 5 stelle su qualche argomento che può metterlo in crisi? Ebbene, provateci. Noi lo abbiamo fatto con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin e lui ci ha risposto che ci deluciderà “più avanti”. Il coltello nella ferita del primo cittadino labronico è quello che riguarda la situazione di Chiara Bosi, una giovane e coraggiosa mamma con tre figli ospite da tempo della casa famiglia “Il Melo”. Chiara è inserita in un percorso di recupero e seguita dagli assistenti sociali. Solo che, come ci ha detto l’assessore al sociale dello stesso Comune, Ina Dhimigjini, la donna “non risponde a nessun programma e si rifiuta di seguire il percorso”. L’assessore si riferisce al fatto che Chiara non vuol più coabitare con gli extracomunitari che da tempo sono stati messi al Melo. Un gruppo di giovani che hanno man mano preso il posto delle mamme della casa famiglia. Che, peraltro, si trova sopra a una scuola materna, dove i bambini sono costretti ogni giorno a vedere questi giovanotti dalla pelle scura girare per il cortile o affacciarsi alle finestre a torso nudo. Nonostante le proteste dei genitori, però, continuano a stare lì. “Perché vogliono farci un centro per immigrati, è chiaro, il Comune vuole guadagnarci”, azzarda qualcuno. Così a Chiara è stato proposto di trasferirsi in un edificio in viale Carducci, a due passi dalla stazione di Livorno, in una stanza fatiscente di poco meno di 12 metri quadri (cosa da intervento della Procura e del Tribunale dei minori) in cui dovrebbe vivere assieme ai suoi tre figli e dove, da due anni, coabitano altre mamme in condizioni di totale degrado. Donne con i loro bambini, costretti a dormire anche in 5 in un letto matrimoniale.