AREZZO, COMUNE VIRTUOSO, CAPOFILA DEL PROGETTO LEGHISTA DA CUI PRENDE ESEMPIO ANCHE CASCINA: LE CASE PRIMA AGLI ITALIANI E LA RESIDENZA A CHI ABITA IN CITTÀ DA ALMENO CINQUE ANNI.

“La valutazione circa la residenza immediata ai migranti a spiega Tanti – non può che fare emergere fondati dubbi sulla modalità a scaricabarile che il governo Renzi attua in materia di immigrazione. Ciò che rischia di accadere è di mettere i Comuni, e in particolare le politiche sociali delle amministrazioni comunali, in estreme difficoltà a fronte anche di scelte assolutamente discutibili come i 35 euro giornalieri a migrante e pochissime risorse, invece, per gli italiani in disagio economico.
Dopo questa premesse, preme sottolineare come la giunta Ghinelli abbia trovato un antidoto per mettere una pezza al grande buco che sta facendo il Governo Renzi”.

La scelta è chiara: fermo restando l’aiuto immediato che non si nega a nessuno e che dura lo spazio di un’emergenza di poche ore, l’investimento sociale e quindi le risorse proprie del Comune di Arezzo indirizzate alle persone con difficoltà economiche si attivano solo in presenza di una residenza storica di almeno cinque anni in città, e a parità di bisogno prevale chi è residente da più tempo. “Questo – prosegue Tanti -permette di orientare le risorse del Comune verso quelle persone, oggi in difficoltà, che da più tempo sono presenti ad Arezzo e che quindi qui hanno pagato le tasse, qui hanno lavorato, qui hanno lasciato un contributo importante durante la loro vita. Questa è una scelta di equità che cerca di raddrizzare il forte disequilibrio che esiste tra i migranti e gli aretini che sono in difficoltà. Arezzo, quindi, traccia una strada e dà un contributo di riflessione e di azione che nulla toglie alla protesta sul principio generale, ma che tende a combinare una scelta sbagliata di livello nazionale con l’utilizzo degli strumenti propri che un’amministrazione ha nella gestione delle sue risorse”.

Roma, 12 ottobre 2016
Chiara Giannini