PER LE IENE I MILITARI IN AFGHANISTAN SI DROGANO E SPACCIANO. MA È SOLO LA MACCHINA DEL FANGO E DELL’IGNORANZA

Prendi uno spacciatore afghano e gli oscuri la faccia, poi prendi qualche presunto testimone e oscuri il volto anche a lui e racconti, senza alcuna prova, i presunti traffici di stupefacenti tra l’Afghanistan e l’Italia, a bordo dei nostri aerei militari. Di più: aggiungi che il 5 per cento dei soldati impiegati in missione all’estero farebbe uso di sostanze.

Il giornalismo è morto, se di giornalismo si può parlare. Ora, non che il programma tv “Le Iene” sia quanto di meglio possa offrire lo schermo, ma come è possibile che attorno al mondo militare aleggi ancora così tanta ignoranza? Chiunque, militari o giornalisti che siano, abbia avuto modo di andare in Afghanistan, ha potuto constatare come i controlli pre imbarco siano serrati. Cani antidroga e scansione dei bagagli con sostanze radioattive, in grado di individuare un centesimo di grammo di stupefacente sono già una barriera sufficiente.

Ma chi ha fatto il servizio non si è posto una semplicissima domanda? Come è possibile che, con i controlli periodici che ci sono a carico di tutto il personale delle forze armate, si possa anche solo affermare che il 5 per cento dei militari è tossicodipendente? La cosa che offende di più è che in quella terra sono morti 54 connazionali, i quali hanno dato la vita anche per difendere chi fa servizi del genere e spara a zero contro tutto ciò che è divisa. Una divisa, però, che in caso di attacco terroristico sarebbe riconosciuta come l’unica, vera, arma di difesa. Insomma, si spara a zero contro chi tutela la legge, magari additando come colpevole chi, per legge, “dovrebbe essere innocente fino a prova contraria” come nel caso Cucchi, però poi, se si subisce un furto in casa, si pretende che chi tutela la nostra sicurezza debba accorrere di corsa. Un paradosso tutto italiano.

La colpa di tutta questa vicenda? Sicuramente di chi tace davanti a tali macchine del fango, omettendo di spiegare agli italiani che tutti i militari sono servitori dello Stato e che lo spaccio di stupefacenti in base è una cosa surreale, preferisce tacere, lasciando spazio a dubbi e all’ignoranza di chi, pur di andare contro il sistema, infangherebbe anche sua madre. Intanto, lo Stato Maggiore Difesa ha divulgato un comunicato stampa con cui spiega che quelle riportate nel servizio de Le Iene sono solo “illazioni e notizie false che gettano discredito sulle Forze armate”.