Renzi teso con Boschi e Padoan. Segnali di una sconfitta in arrivo?

Matteo Renzi, alla disperata ricerca di consensi per non perdere il “suo” referendum del 4 dicembre, ultimamente sta strizzando l’occhio agli euroscettici. Le sue posizioni anti-austerità, anti-Merkel e a conti fatti anti-Ue, soprattutto in tema di immigrazione, sembrano avvicinarsi sempre più a quelle di Grillo e Salvini.
Qualcuno – i soliti puristi – dirà che per sconfiggere il populismo tocca essere populisti. Qualcun altro, con altrettanto cinismo, farà presente quanto sia inutile imitare gli avversari politici rischiando solo di diventare brutte copie degli originali.
Sono questioni che valuterà Renzi, che a quanto pare si sta facendo le ossa in politica. Anche se ha saltato un po’ di gavetta.
Il punto è che il premier, nonché segretario del primo partito d’Italia, ultimamente non è nervoso solo con l’Europa, ma persino con i propri ministri. In primis la fedelissima Maria Elena Boschi, cui va la maternità della riforma che gli italiani sono chiamati a promuovere o bocciare il prossimo 4 dicembre.
Tale riforma costituzionale, ormai giornalisticamente nominata riforma Renzi-Boschi e non più solo Boschi, sembra decisiva sulle sorti del premier, al momento però alle prese con un’ardua scelta esistenziale: difendere l’Italicum o piuttosto la riforma?
Ebbene, il premier non l’ha ancora deciso e ancora non ha capito cosa gli convenga.

E’ però certo che il Ministro per le riforme, Maria Elena Boschi, sia ormai una ex pupilla di Renzi. Un aspetto che non è sfuggito neppure al comico Maurizio Crozza, che ha trovato modo di ironizzare su questo, men che meno all’ineffabile Fatto Quotidiano, che narra di sms, urla, addirittura prescrizione e divieti di Renzi nei confronti della Boschi. Insomma, una faida. Il premier non si fida più, Maria Elena invece si sente poco difesa e tutelata e addirittura ignora Renzi alla Camera.
Ma cosa c’è dietro? La paura di perdere il referendum del 4 dicembre, oppure un consenso che cala? In quest’ultimo caso, Renzi è pronto a scaricare la colpa sui propri ministri.
Boschi, certo, che “l’ha fatto perdere”. Ma anche il titolare dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che non convince più il premier. Ed è addirittura in predicato di lasciare la squadra di governo dopo l’approvazione di una manovra che sta causando tensione e attriti con l’Ue.

Riccardo Ghezzi
Roma, 28/10/2016