Risolto dalla Polizia il caso dell’omicidio di PORRO Orazio avvenuto nel 2009

Stamane a Lecce la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Moretti Antonio, classe ’82, ritenuto responsabile dell’omicidio, aggravato anche dall’art.7 L.203/91, di PORRO Orazio cl.’56 e di porto e detenzione di armi.

Nella mattinata odierna, a Lecce, gli uomini della Squadra Mobile di Bari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Moretti Antonio cl.’82, elemento di vertice della criminalità organizzata barese, attualmente detenuto per altra causa, ritenuto responsabile dell’omicidio, aggravato anche dall’art.7 L.203/91, di PORRO Orazio cl.’56 e di porto e detenzione di armi.

Le attività investigative svolte dalla Squadra Mobile, basate anche sulle dichiarazioni di recenti collaboratori di giustizia, su un patrimonio informativo acquisito in precedenti indagini, nonché corroborato da attività tecniche e da numerose audizioni testimoniali, hanno documentato concreti elementi di responsabilità nei confronti dell’arrestato.

La mattina del 25 marzo 2009, all’interno del mercato rionale del quartiere San Pasquale di Bari, la vittima venne attinta da un colpo d’arma da fuoco, esploso da tergo e da distanza ravvicinata, alla zona occipitale destra.

Porro, ex collaboratore di giustizia, forte del suo trascorso criminale, aveva iniziato ad imporre il “pizzo” ai danni di esercizi commerciali del quartiere San Pasquale; tale comportamento fu inteso quale segnale dell’intenzione di espandersi, da un punto di vista criminale, su quell’area del Capoluogo barese, storicamente controllata dal gruppo “Fiore”, sodalizio in quel momento diretto dalla famiglia Caracciolese a seguito della detenzione del capo clan  Fiore Giuseppe.

L’omicidio di Porro, ad opera di Moretti, uomo di fiducia del gruppo capeggiato dai Caracciolese, volle essere una dimostrazione a tutti, compresi gli stessi affiliati, non solo della determinazione ma anche della leadership assunta da Caracciolese Giacomo, cl.’81, all’interno del quartiere e dello stesso clan “Fiore”.

fonte Polizia di Stato

Roma, 29 ottobre 2016