UNA MALINCONICA PIAZZA MERCENARIA CHE CANTAVA “BELLA (COSTITUZIONE) CIAO!”

Ogni tanto mi viene da pensare, con nostalgia, a quando l’Italia era un Paese ricco di passione civile, forse anche troppa, erede di una tradizione fatta di parti politiche contrapposte che non di rado, nel corso dei secoli, sono sfociate in fazioni l’un contro l’altra armate.

Intendiamoci, non è che io stia facendo qui l’apologia dei Guelfi e Ghibellini, o dei partigiani contro i repubblichini: la guerra non è mai bella, figuriamoci tra fratelli. Io intendo che nutro una gran nostalgia per quel Paese che si divideva sulle grandi passioni, fossero politiche o sportive, e che per esse era capace di ogni sacrificio. Ricordo le grandi manifestazioni sindacali o sociali, quella piazza san Giovanni o addirittura quel Circo Massimo a Roma stracolme di manifestanti che partivano da ogni angolo sperduto d’Italia con ogni mezzo, come formiche volenterose ed impavide, con il cappellino in testa e la borsa con i panini, le uova sode e – perché no – la fiaschetta di vino buono.

Altri tempi, altre piazze, altre passioni. Soprattutto altri leaders.

Di recente l’unico esempio di grande manifestazione di popolo, ma veramente di popolo, senza avere alle spalle i soldi di Berlusconi, o del finanziamento pubblico dei partiti, sono stati i due ultimi “Family day”, e non per niente una volta hanno riempito piazza san Giovanni, e la seconda il Circo Massimo a Roma con milioni, ripeto “milioni” di partecipanti che hanno messo di tasca loro i soldini del biglietto del pullman o del treno, e come ai vecchi tempi avevano la borsa a tracolla con i panini, le uova sode e la bottiglietta di vino buono. Non per offendere nessuno, ma è gente genuina, gente vera quella dei “Family day”.

Quanta malinconia faceva oggi quella “piazzetta del popolino” – mi riferisco alla dimensioni, ovviamente – dove si è dovuto rintanare quello che dovrebbe essere il primo partito d’Italia, il PD di Matteo Renzi. Una piazzetta, e neanche tutta piena. Perchè quando manca la passione, quando manca l’amore per ciò che si fa, hai voglia di mettere i pullman ed i treni pagati: la gente vera, quella che vive di passioni, neanche ti si fila di striscio, come si dice a Roma.
Manca la passione non perché mancano i temi per cui appassionarsi, ma semplicemente perché manca la speranza. Gli italiani hanno perso la speranza, perché stanno vedendo un Paese in balìa di un burattino da ventriloquo, circondato da altri burattini che pendono dalle sue labbra. Un governo di burattini guidati da un burattino. Un governo di giovani vecchi dentro, pronti a tutto per tenersi il sedere attaccato alla poltrona, pronti a qualsiasi compromesso morale, pronti a qualsiasi prostituzione etica. Figli e fidanzate di politici, con figli e fidanzate di imprenditori, con figli e fidanzate di banchieri, con figlie e fidanzati di petrolieri, impudicamente uniti per il potere e per la poltrona con figli della vecchia “classe operaia”, con figli e figlie di magistrati, poliziotti, carabinieri ed uomini dello Stato uccisi per il dovere, figli e figlie di quella che era l’Italia cattolica, tutti immondamente abbracciati nell’orgia del potere, senza dignità, senza onore, pronti a tradire ed a tradirsi l’un l’altro pur di ottenere quella droga pestilenziale che si chiama “ricandidatura”.