”HO FATTO UNA CAZZATA, E ORA STO MORENDO. VI VOGLIO BENE” – IL VIDEO-MESSAGGIO DI ADDIO DEL MOTOCICLISTA DOPO L’INCIDENTE: ”HO PROVATO A CHIAMARE O MANDARE UN SMS DI AIUTO, MA NON C’È CAMPO. SONO IN UN FOSSO E NESSUNO MI VEDRÀ” – ERA FINITO FUORI STRADA DOPO AVER TAMPONATO IL SUO AMICO, CHE GIACEVA SENZA VITA POCHI METRI PIÙ AVANTI

Un uomo ha filmato un addio straziante alla sua famiglia mentre giaceva sul lato di una strada, coperto di sangue dopo un terribile incidente motociclistico.

Kevin Diepenbrock, 41 anni, è riuscito a registrare il video con il suo cellulare dopo l’incidente nei pressi del confine tra Tennessee e North Carolina.

Diepenbrock stava guidando la sua moto, poco distante c’era il suo amico Philip Polito, che ha improvvisamente frenato provocando il tamponamento letale. Kevin si è schiantato nella parte posteriore della moto dell’amico. Entrambi sono precipitati in un burrone e il 29enne ha avuto la peggio, morendo sul colpo.

Coperto di sangue e sporcizia, senza alcuna speranza di venire soccorso, Diepenbrock non voleva morire senza dire addio. Si è scusato con la sua famiglia per ‘essere stato stupido’.

“Ciao a tutti – dice nel video – ho fatto una ca…ta, è tutto quello che posso dire. Verso le 10.30 di questa mattina. Sono qui da allora, a 50 piedi giù nel burrone. Volevo solo dire che vi amo, ragazzi”. Nel corso della giornata l’uomo ha registrato altri video disperati, anche al buio, in cui continua a dire “vi voglio bene”. Diepenbrock ha detto di aver anche provato a chiamare il 911 e mandare mesaggi, ma le sue grida sono state sentite solo il giorno dopo, esattamente dopo 27 ore dall’incidente, quando una coppia di passaggio si è accorta della sua presenza.

L’uomo è stato trasportato in ospedale in elicottero, mentre ci sono volute altre sei ore per recuperare il cadavere dell’amico defunto. Ha riportato la rottura di 12 costole, incrinazioni alla spina dorsale, due polmoni forati oltre a graffi ed ematomi.

“Non dimenticate mai di dire alle persone che le amate. Questo è tutto quello che potevo pensare quando ero lì. Non ho mai, mai detto basta”.

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