La rivolta delle partite Iva “Lo spesometro ci penalizza”

La tesi di Orlandi e del governo è che i contribuenti non saranno penalizzati più di tanto. «Una dichiarazione sinceramente irrispettosa del lavoro di chi, come i commercialisti, è vittima di un fisco ancor ben lungi dall’essere semplificato», ha attaccato Longobardi. Il risultato sarà «una moltiplicazione inutile di adempimenti». Sulla stessa linea Confindustria. Il direttore generale Marcella Panucci, ha sottolineato come la comunicazione trimestrale comporti «un aggravio di costi significativo per le imprese, che non sarà certamente compensato da un credito di imposta di 100 euro». Senza contare che delle semplificazioni promesse dal governo, non c’è traccia. In sostanza, dietro allo slogan dell’eliminazione di Equitalia, c’è una realtà fatta di un fisco ancora più penalizzante.

Più drastico l’ex sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo che da Formiche.net ha segnalato come la stretta su Iva e Irpef comporterà maggiori entrate per lo stato «per 10,4 miliardi, più 2,7 miliardi della sanatoria, per un totale di circa 13 miliardi». A fronte di un risparmio per il contribuente che sulla rottamazione delle cartelle esattoriali che si fermerà a 1,1 miliardi. Niente che assomigli a una riduzione delle tasse.

Roma, 6 novembre 2016
fonte ilGiornale